



27 Maggio 2009 - quarto giorno
Partiamo di buon mattino da Amman uscendo dalla città da una strada ancora diversa. In questi giorni, in effetti, siamo sempre usciti e rientrati da lati diversi della capitale appositamente per poter almeno intravedere qualcosa di più di questa città che meriterebbe una visita più approfondita.
La nostra guida è un giordano orgoglioso della sua gente e del suo paese e ci illustra volentieri tutte le eccellenze di questa città dagli ospedali altamente specializzati alle università frequentate anche da molti stranieri e ormai punto di riferimento insostituibile per tutto il mondo arabo.
Non me l'aspettavo così Amman, per me è stata una vera sorpresa. Pensavo di trovare molta più pogvertà, sporcizia, caos... e invece è una città molto bella, pulita, moderna, brulicante di vita. Siamo passati in questi giorni anche abbastanza vicino agli insediamenti palestinesi, nati come campi profughi. Qui ti aspetti tendopoli e invece trovi case in muratura, modeste sì, ma comunque in buono stato, dignitose, addossate le une alle altre a formare un alveare abitato da operose persone ormai divenuti cittadini giordani a tutti gli effetti.
Dispiace andar via da Amman, ma ci attende un lungo tragitto in pullman verso sud fino a Petra, lungo la spettacolare "strada dei Re", opera viaria monumentale il cui tracciato originale risale all'impero romano. Oggi è un nastro di asfalto moderno costellato di altrettanto moderni autovelox! Mai visti così tanti autovelox tutti insieme! Ogni pochi chilometri, mi sembrano massimo una decina, c'è una pattuglia di polizia con il micidiale apparecchio sopra la macchina. La guida ci spiega come essere di pattuglia con l'autovelox sia molto ambito perchè consente di guadagnare tantissimo in poco tempo. Il discorso lo capiamo un po' meglio quando anche il nostro pullman viene fermato per eccesso di velocità: l'autista si arrabbia perchè non stava affatto andando oltre i limiti consentiti, il che fa ben capire come siano calibrate bene queste macchinette 
Il poliziotto che abbiamo a bordo come scorta a questo punto scende a parlottare con i colleghi della pattuglia: sono dietro al pullman perciò non riusciamo a vedere cosa accada, ma andiamo via senza multa. E con la convinzione che una generosa parte delle nostre mance sia rimasta là 
La prima tappa della giornata è a Madaba, nota come la "città dei mosaici". La città, in epoca bizantina, era infatti ricchissima di Chiese ortodosse decorate appunto da mirabili mosaici che rappresentavano per lo più motivi naturalistici: animali, piante e scene campestri sono predominanti. Alcuni di questi mosaici li abbiamo visti nel Museo delle arti annesso al Teatro Romano ad Amman e sono davvero molto belli.
Tuttavia il mosaico più sensazionale che lascia davvero a bocca aperta è qui a Madaba ed è la grandissima Mappa di Terrasanta che costituisce parte del pavimento della Chiesa ortodossa di San Giorgio.
Sensazinale per le dimensioni, in origine di 17,5x10 metri, oggi purtroppo in buona parte persi.
Sensazionale per l'accuratezza con cui, in un'epoca remotissima, sono stati riprodotti così tanti dettagli di posti anche molto lontani tra loro.
Al centro della mappa c'è Gerusalemme con tantissimi edifici e monumenti (più di trenta!) facilmente identificabili e riconoscibili ancora oggi. Poi ci sono Hebron, Gaza, Gerico e ancora tante altre città bibliche. Ci sono fiumi e montagne e c'è il Mar Morto, riconoscibile da alcuni pesci che, provenienti dal Giordano, appena arrivano a sentire le acque salatissime, invertono la loro rotta e tornano nel fiume. E pare proprio di vederli nuotare questi pesci e di vedere i cervi saltare e le foglie muoversi al vento. Peccato che il tempo e, soprattutto, l'opera scellerata dell'uomo abbiano irrimediabilmente compromesso una così grande parte di questo capolavoro!
Dopo una breve sosta presso un laboratorio artigianale per vedere come si fanno oggi i mosaici, riprendiamo la strada verso l'altura del Monte Nebo, il luogo da cui, secondo la Bibbia, Mosè contemplò la Terra Promessa nella certezza di non poterci arrivare. Da qui si ammira un paesaggio incredibile che abbraccia la Valle del Giordano fino alla Palestina e arriva al Mar Morto. Nei giorni più limpidi si arriva a vedere bene anche Gerusalemme, ma anche stavolta la foschia non ci aiuta e parte del panorama possiamo solo immaginarla.
Sfortunatamente anche la antichissima chiesa dedicata a Mosè è chiusa per restauri e non possiamo visitarla, ma ci consoliamo con gli splendidi mosaici ospitati sotto una tensostruttura che permette di ammirarli anche mentre gran parte dell'area è inaccessibile.
All'interno del sito, due sculture di maestri italiani meritano la nostra attenzione. Una è la croce in bronzo con il serpente attorcigliato che si trova sulla terrazza panoramica dove sostiamo un bel po' incantati dallo spettacolo naturale che si apre dinanzi ai nostri occhi.
L'altra scultura si trova proprio sul viale di accesso principale al sito e rappresenta il "Libro dell'Amore fra le Genti" ispirandosi ai testi sacri delle grandi religioni monoteiste a ricordarne l'unità dei principi di base e, quindi, ad auspicarne l'integrazione e il dialogo.
Terminata la visita, riprendiamo la bellisisma strada tutta tornanti mozzafiato che ci riporta sulla "Strada dei Re" per riprendere il nostro percorso verso il sud del paese. La sosta successiva, dopo il pranzo in ristorante, è alla Fortezza di Al-Karak, spettacolare ed imponente castello risalente all'epoca delle crociate della prima metà del 1100.
Arrampicata su uno sperone roccioso che la rendeva pressochè inespugnabile, la fortezza ha una lunga storia di dominazioni successive e progressive aggiunte architettoniche che ne testimoniano il prolungato utilizzo nel corso dei secoli. Le diverse parti sono ben visibili ancora oggi grazie all'utilizzo di materiali e tecniche completamente diversi nel corso dei secoli. Tra le aree giunte in ottimo stato di conservazione sono notevoli le cucine, con i resti del forno e del frantoio e uno stupefacente lavabo a doppia vasca in pietra del tutto similare a quelli che, magari in altri materiali, ritroviamo oggi nelle nostre modernisisme cucine.
Il cortile superiore della fortezza si apre sul panorama della verde Valle del Giordano e ne approfittiamo per una pausa ritoratrice prima di ridiscendere verso l'uscita della fortezza.
Dopo la lunga visita, riprendiamo la nostra strada verso Petra. Impossibile non notare quanto sia diverso il panorama in questa zona: c'è molto verde, distese di ulivi sfruttati per la locale produzione di olio, qualche altra coltivazione... il deserto visto a nord di Amman sembra davvero lontanissimo!
Arriviamo a Petra nel tardo pomeriggio ed andiamo subito in hotel. Il raltà alloggiamo proprio all'ingresso di Wadi Musa, il piccolo paese accanto a Petra che pare costruito apposta per accogliere i turisti.
Anche qui la stanza è molto bella, forse il livello complessivo dell'hotel è leggermente inferiore a quello di Amman, ma comunque più che soddisfacente. La stanza ha due comodi letti, un angolo salotto con il tavolino e la poltrona, una lunga scrivania su cui trova posto anche un grande specchio e il TV color che, come al mio solito, non saprò neppure se funziona o no 
Completano l'arredamento il grande armadio, il poggia valigia ed un altro tavolo che occupa interamente una rientranza del muro accanto alla finestra. Anche in questo caso manca la cassettaq di sicurezza: peccato, ma ormai mi sono abituata a portarmi sempre dietro tutti i soldi e i documenti.
Nel davanzale della finestra è stata ricavata un'ampia cassettiera, geniale idea salvaspazio! Il bagno è ampio e pulitissimo e ne approfitto subito per una doccia ristoratrice prima di cena. La giornata è stata intensa dal punto di vista emozionale, ma decisamente soft dal punto di vista fisico... la giusta preparazione in vista della giornata successiva.
26 Maggio 2009 - terzo giorno
Anche stavolta sveglia presto e ricco programma di escursioni, invertito rispetto a quanto inizalmente previsto per maggior comodità.
La prima tappa è Umm Qays, ovvero l'antica Gadara, verso il confine con la Siria. Questa antica città di epoca romana è conservata in maniera stupefacente. Risale all'epoca tolemaica, ma sono ancora visibili tracce di uso molto successivo, come i resti della basilica e del villaggio ottomano.
Dalla sommità dell'area archeologica si ammira una vista eccezionale su tutta la valle del Giordano. Peccato che un po' di foschia ci permetta solo di intravedere appena il lago di Tiberiade e il territorio israeliano: da qui siamo davvero vicinissimi!
Lo sguardo non si stancherebbe mai di vagare da una parte all'altra di questo panorama immenso e meraviglioso, ma è già ora di riattraversare l'intera area archeologica e tornare al pullman per dirigerci verso la seconda tappa della giornata, il Castello di Ajlun, a sud-ovest di Amman.
Ci arriviamo attraversando una zona dal panorama completamente diverso da quello visto il giorno precedente: qui predomina il verde rigoglioso della valle dominata dal Castello. Siamo oltre i 1200 metri di altitudine e, dall'alto dei resti, si gode un panorama mozzafiato che, nei giorni più limpidi, consente allo sguardo di arrivare a carezzare i monti della Galilea.
Il Castello, in cui passeggiamo per un'oretta abbondante, è una stupefacente fortezza araba, ben conservata, posta in posizione decisamente strategica. E' stata più volte ampliata nel corso dei secoli a testimonianza di un utilizzo pressochè continuo. Anche andar via da qui è decisamente dura: i panorami incredibili che si ammirano dalla cima della fortezza sono impagabili, ma purtroppo la mattinata è già finita e ci attende ancora un po' di pullman prima di arrivare al ristorante.
Riprendiamo la strada verso Amman e ci fermiamo a Jerash, ovvero la Gerasa dei romani. Intravediamo appena l'Arco di Adriano, grandioso preludio alle meraviglie che vedremo in questo sito, e andiamo subito a pranzo. Anche questa volta si mangiano piatti tipici e devo dire che ne sono contentissima: la cucina giordana è decisamente buona, i sapori sono spesso speziati e aromatici ed io sono ben felice di non trovare pasta al sugo e pizza! Qualche compagno di viaggio va avanti a pane e verdure lesse, peccato per loro... Io proprio qui a Jerash ho mangiato per la prima volta una delle cose più buone: carne di agnello cotta con una salsa molto liquida a base di yoghurt da usare anche per condire il riso bollito. Davvero delizioso!
Nel primo pomeriggio cominciamo la lunga visita dell'area archeologica di Gerasa. Nonostante quella riportata alla luce sia solo un apiccola porzione della città romana, c'è tantissimo da vedere e anche qui lo stato di conservazione, certo anche grazie agli oculati restauri, è davvero stupefacente: il soprannome di "Pompei d'Oriente" dato a questo sito è decisamente calzante e sembra davvero di esser tornati indietro di 2000 anni!
Passeggiando lungo il maestoso cardo maximo o costeggiando il colonnato della particolarissima piazza ovale, ci si aspetta da un momento all'altro di veder comparire qualche biga o qualche romano intento a sua volta a passeggiare, magari discutendo della politica dell'imperatore Adriano con qualche amico.
La visita ci porta via tutto il pomeriggio, tante sono le cose da vedere dai due teatri, al ninfeo, al macellum, ai vari templi... la maestosità e la bellezza delle strutture lascia senza fiato specialmente quando saliamo fino ad un punto panoramico da cui poter ammirare l'intera area archeologica.
Andiamo via in serata con gli occhi e il cuore gonfi di meraviglia per tutte le cose incredibili viste in questa giornata. Arriviamo in hotel in tempo per una rapida doccia prima di cena, poi si preparao i bagagli: l'indomani si parte per Petra, il clou del nostro tour, e lì faremo altri tre pernottamenti.
25 maggio 2009 - secondo giorno
Sveglia alle 7 locali per partire un'ora dopo e tuffarci subito nella visita di Amman.
La capitale è una città moderna e vitale, tutta bianca perché questo è il colore di una diffusa pietra locale con cui, da una trentina di anni, è obbligatorio rivestire tutti gli edifici. E' una città in forte evoluzione, sembrerebbe si voglia recuperare in fretta il tempo perduto! Allo stesso tempo è una città molto aperta come mentalità: lungo il tragitto in pullman colpisce vedere una moschea esattamente di fronte ad una chiesa ortodossa con quella cattolica che dista solo pochi passi.
Si arriva in pochi minuti alla zona archeologica nota come la "Cittadella": qui sono ancora visibili e molto ben conservati i resti dell'anica Phladelphia, ovvero la Amman dei romani. In questa vasta area coesistono rovine di templi romani, chiese bizantine, case e palazzi arabi. Da qui, una delle colline su cui si estende Amman, la vista della città è bellissima!
Dopo la cittadella, la guida ci porta al piccolo, ma ricchissimo museo archeologico dove troviamo reperti che vanno dalla preistoria alle epoche più tarde della dominazione romana. Particolarmente interessante è la sala dedicata ai famosi rotoli del Mar Morto.
Terminata la visita del museo, si va al bellissimo Teatro romano, già notato anche dall'alto della cittadella, i cui resti archeologici sono stati integrati dal sapiente restauro di una scuola italiana. Proprio ai due lati del teatro ci sono altri due piccoli ma interessantissimi musei: quello del folclore e quello degli abiti e dei gioielli tradizionali, con le suggestive ricostruzioni di scene di vita beduina.
Con questa visita si conclude la prima parte di giornata dedicata ad Amman e si riprende il pullman per partire alla volta dei Castelli del deserto. La zona che raggiungiamo con un'oretta di viaggio è quella del deserto a est di Amman, verso i confini con Iraq e Arabia Saudita.
E' un deserto pietroso e polveroso ed è situato anche ad una discreta altezza sul livello del mare. Man mano che ci si allontana dalla capitale, il paesaggio diviene via via più inospitale e qua e là spuntano dal nulla caserme militari che ci ricordano come questo sia uno dei quadranti politicamente e militarmente più instabili del nostro pianeta.
Come già accaduto in Egitto, anche qui siamo accompagnati da un poliziotto di scorta armato che, oltre a badare alla nostra sicurezza, fungerà da "lasciapassare" ad ogni posto di blocco risparmiandoci tempo e grane.
Lungo la strada verso Azraq, il primo dei castelli del deserto che visiteremo, ci colpisce una lunga fila di autocisterne carcihe di petrolio dirette alla locale raffineria: provengono tutte da Iraq e Arabia Saudita, abituali fornitori della Giordania. Contrariamente a quanto mi aspettassi, la guida ci spiega come nel sottosuolo giordano non ci sia petrolio, pertanto anche qui si fa ricorso all'importazione, subendo le forti oscillazioni di prezzo del greggio. Quest'ultimo problema è stato in realtà risolto in tempi piuttosto recenti grazie ad un accordo con l'Iraq per la fornitura a prezzo fisso di 30$ al barile.
Arriviamo a Qasr al-Azraq che è quasi ora di pranzo, ma prima andiamo a visitare il bel castello di basalto nero di origine romana che fu anche quartier generale di Lawrence d'Arabia.
Il pranzo avviene in un ristorante locale a base di piatti tipici, riso, carne di agnello, verdure e gli ottimi e immancabili dolci spesso a base di miele e frutta secca, pistacchi in particolare.
Nel pomeriggio proseguiamo la visita dei castelli del deserto raggiungendo Qasr al-Kharanah. Questa è una massiccia e imponente fortezza di pietra a pianta quadrangolare usata come caravanserraglio, ovvero come luogo di sosta per le carovane che attraversavano il deserto con il loro carico di merci spesso molto pregiate. Qui potevano trovare acqua, cibo e un riparo sicuro per permettere a uomini e cammelli di riposare un po' prima di rimettersi in viaggio. A Kharanah sono ancora ben conservate le stanze, disposte su più piani, destinate al riposo delle persone e la ricchezza delle decorazioni di alcune di esse lascia ben capire come alcune fossero riservate a personaggi di alto rango di passaggio.
Qui colpisce particolarmente il sistema di areazione e di raffreddamento dell'aria, tramite feritoie nella pietra strette e alte, caratterizzate dalla particolare inclinazione delle pareti: incredibilmente l'aria esterna, ben calda, entra ad una temperatura decisamente inferiore!
Il terzo e ultimo Castello visitato è il particolare Qusayr Amrah. Di questo complesso Omayyade, in origine molto vasto, oggi restano solo la sala delle udienze e l'hamman, ovvero i tre ambienti del bagno. La straordinarietà di questo sito risiede però nelle decorazioni ad affresco di tutte le volte e le pareti in cui, accanto a più tradizionali scene di caccia, vi sono sorprendenti figure di donne nude al bagno e accurate raffigurazioni di mestieri artigiani.
Nell'hamman è particolarissimo e di bellezza straordinaria l'affresco di una delle volte che raffigura una mappa celeste con le costellazioni dello zodiaco: rimaniamo un bel po' col naso in su ad ammirare estasiati questa meraviglia!
Il tempo vola ed è già ora di rientrare ad Amman non senza esserci stupiti, lungo la strada, per il passaggio su una vera e propria pista di atterraggio per aerei militari: la guida ci spiega come questa venga usata dalle vicine caserme che, in caso di necessità, fanno fermare il traffico delle autovetture per permettere le manovre militari.
Arriviamo in hotel in tempo per una doccia, l'ottima cena a base di piatti locali e poi una riposante dormita.


Questa Madonna dal volto di bambina ha conquistato mia madre, io preferivo quest'altra:
in cui lo scultore pare aver giocato con le venature del legno per creare giochi di luci ed ombre incredibili.
Su questo angioletto che sembra proprio pronto a spiccare il volo ho lasciato un pezzetto di cuore...
La maestria con cui è stato reso il panneggio delle vesti di questo Cristo è stupefacente, davvero senza parole!







"Ma tu viaggi da sola?"
Prendo spunto dalla domanda di Annalia in uno degli ultimi commenti per fare una riflessione che è anche una sorta di bilancio.
La Giordania è stato il mio quinto viaggio da sola, in poco meno di tre anni. Ho iniziato a settembre 2006, quando - finalmente! - mi son arresa all'idea di muovermi da sola per poter fare quel che veramente volevo. In precedenza infatti ho fatto delle bellissime vacanze con gli amici, ma mi ero sempre dovuta rimettere alle scelte altrui sia per quanto riguarda il periodo dell'anno che per quanto riguarda la destinazione geografica.
Alla fine, quell'anno mi ero ritrovata in estate avanzata senza ancora aver fatto un solo giorno di vacanza e avendo davanti a me solo proposte che non avrei accettato neppure se mi avessero pagato! Mi capitò per le mani una rivista di viaggi dedicata alle isole della Grecia, con un occhio in particolare a quelle meno conosciute. Mi colpì Alonissos dove c'era anche un villaggio turistico italiano, non di dimensioni oceaniche, carino e curato. Poteva essere un buon modo di provare a vedere se funzionava o no: era abbastanza vicino e la struttura mi avrebbe permesso - in caso proprio non mi fossi trovata a mio agio - di far comunque una settimana di puro mare senza dovermi preoccupare di girare, farmi capire in una lingua che non padroneggio, trovare un posto per mangiare o altro.
Timida e introversa come sono io, l'idea di viaggiare da sola mi terrorizzava (giuro!), ma la voglia di andare era fortissima, così mi decisi e entrai in una agenzia viaggi a caso per vere un'idea di quanto mi sarebbe potuta costare una settimana lì. Finii col comprare lì il mio primo viaggio da sola e fu un'autentica sorpresa. Il posto era bellissimo ed io mi trovai molto meglio di quanto mi sarei mai aspettata, certo non del tutto a mio agio, ma complessivamente fui contenta e l'anno successivo decisi di ripetere l'esperienza.
Ci stavo già prendendo gusto tanto che nel 2007 arrivai fino a Mauritius rivolgendomi sempre alla stessa agenzia. Questo secondo me è stato un po' l'anno della "svolta", il viaggio col quale ho cominciato seriamente a scrollarmi di dosso i miei timori e ho iniziato a capire un po' meglio cosa volessi veramente fare e come. Devo dire che buona parte del merito va anche a F., il titolare dell'agenzia viaggi che già ho più volte citato in questo blog: oltre ad una pazienza infinita, con me ha avuto l'indiscusso merito di capire presto cosa potessi apprezzare e cosa no e i suoi consigli sono stati certamente determinanti. Anche in occasione dell'ultimo viaggio la sua consulenza si è rivelata preziosissima. Non avevo mai fatto un tour organizzato e, sebbene avessi voglia di un'esperienza di questo tipo, avevo mille timori e perplessità legati proprio alla tipologia di viaggio combinata con il fatto di partire da sola: mi son lasciata convincere ed ho fatto benissimo!
In questi viaggi ho conosciuto tante persone, con qualcuna è rimasta un'amicizia, con altre non ci si è più nè visti nè sentiti, ma la domanda ricorrente che in tantissimi mi hanno fatto è sempre stata la stessa "ma tu viaggi da sola?!? ma che coraggio!". Ora, il coraggio in effetti mi ci è voluto per cominciare ma più a livello psicologico che altro... dal punto di vista pratico ho sempre viaggiato con tutte le sicurezze possibili, con tour operator assolutamente affidabili e ben organizzati, di certo non ho fatto un fly&drive in Iraq per il quale serve davvero un coraggio ai limiti dell'incoscienza ;-)
Ora come ora non tornerei indietro, la libertà del viaggiare da soli è impagabile, certo qualche problema pratico c'è, a cominciare dal lato economico che sicuramente pesa più di quanto mi piacerebbe, ma non rimpiango neppure un centesimo speso in questi anni. Credo anche che questi viaggi mi siano serviti molto sotto il profilo personale, ho acquisito sicurezza in me stessa, sono un po' meno timida, meno impacciata nei rapporti interpersonali... e ho visto posti meravigliosi che mi porterò nel cuore per sempre.
Col senno di poi, ora dico che avrei dovuto cominciare prima a muovermi da sola, ma probabilmente non ero ancora abbastanza matura per questo :-)